Panettone, chi l’ha inventato? La sua origine è avvolta nel mistero

Esistono tre leggende che provano a spiegarla. Le prime tracce di questo dolce...

Il panettone: insieme al pandoro, è il dolce che non può mancare sulla tavola delle feste. Ma da quando ha conquistato il primato fra le specialità italiane di Natale? Chi l’ha inventato, e quando? Rispondere non è semplice, perché l’origine del panettone è avvolta nel mistero. Le prime testimonianze di questo dolce risalgono ai tempi di Ludovico Il Moro, alla Milano della fine del XV secolo (invece il pandoro fu inventato 150 anni dopo, nel 1884). Ci sono almeno tre leggende che provano a spiegare la nascita del panettone.

La prima leggenda. Ugo il falconiere

Secondo la prima leggenda, sarebbe stato inventato da Ugo, falconiere di Ludovico il Moro, che lavorava come garzone nella bottega del pane di Toni, padre di Adalgisa, la sua fidanzata. Si narra che, una notte, Ugo aggiunse all’impasto per il pane una grande quantità di burro, che aveva acquistato vendendo falchi rubati a Ludovico il Moro. Nei giorni successivi arricchì il composto con lo zucchero e, quando si avvicinarono le feste di Natale, anche con uova, pezzetti di cedro candito e uva sultanina. Il suo «pangrande» o «pan del Toni» (ecco da dove avrebbe origine la parola «panettone»), apprezzatissimo dai milanesi, lo rese tanto ricco, che i genitori di Adalgisa gli concessero la mano della figlia.

La seconda leggenda. Il servo Toni

Un’altra leggenda vuole che un cuoco in servizio alla corte di Ludovico il Moro sapesse preparare un ottimo dolce, dalla ricetta segreta. Ma proprio mentre lo stava cuocendo per il banchetto di Natale, lo lasciò troppo nel forno e lo bruciò. Non essendoci più tempo per rifare l’impasto, accettò l’aiuto di un servo di nome Toni, che aveva tenuto per sé (per consumarlo al termine della giornata di lavoro) un po' dell'impasto del dolce bruciato e ci aveva aggiunto frutta candita, uova, zucchero e uvetta. Il cuoco gli diede la forma di pane e lo servì al principe. Il «pan del Toni» entusiasmò Ludovico Il Moro e i suoi ricchi commensali, che, da allora, lo vollero a tutti i banchetti di Natale degli anni successivi. L’usanza si diffuse presto anche tra la popolazione, che nelle feste cominciò a portare in tavola il panettone.

La terza leggenda. Suor Ughetta

Secondo l’ultima leggenda, suor Ughetta, cuoca di un convento milanese, a Natale decise di preparare un dolce per le consorelle, utilizzando i pochi ingredienti che riuscì a reperire nella dispensa. A un impasto semplice, aggiunse uova, zucchero, canditi e uvetta. Poi, per benedire il composto, formò sulla sua superficie una croce, con un coltello. Le suore gradirono la ricetta di suor Ughetta, e ne parlarono in città: i milanesi iniziarono a lasciare ricche offerte al convento pur di accaparrarsi quel goloso panettone.

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